L'Internet of Things (IoT) è la raccolta di gadget connessi a Internet come fotocamere, frigoriferi e altoparlanti intelligenti.
Dopo aver letto questo articolo sarai in grado di:
Argomenti correlati
Abbonati a theNET, il riepilogo mensile di Cloudflare sulle tematiche più discusse in Internet.
Copia link dell'articolo
Internet of Things (IoT) è un termine generico che indica tutti i dispositivi connessi a Internet che non sono i computer tradizionali. Ciò include tutto, dai fitness tracker e smartwatch ai frigoriferi intelligenti, cuffie, fotocamere, lavatrici, automobili, semafori, motori di aeroplani e sistemi di sicurezza domestica.
Con l'aumento dell'accesso ai servizi Internet a banda larga e la riduzione dei prezzi dei processori, vengono creati sempre più gadget dotati di funzionalità Wi-Fi. Oggi esistono miliardi di dispositivi IoT.
Questa rete di dispositivi offre grandi vantaggi e praticità agli utenti, ma i dispositivi IoT possono anche essere presi di mira dagli autori di attacchi e utilizzati per sferrare attacchi informatici. Come i computer connessi a Internet, questi dispositivi sono solitamente sicuri da usare, ma è opportuno prendere delle precauzioni per garantire che non vengano compromessi.
Il termine "Internet delle cose" è stato coniato nel 1999 dal ricercatore britannico Kevin Ashton, ma gli sviluppatori hanno iniziato a sperimentare con l'idea di dispositivi connessi a Internet già dall'inizio degli anni '80. In effetti, il primo dispositivo IoT è stato un distributore di bibite modificato, realizzato nel 1982, che trasmetteva dati sul suo inventario e sulla temperatura delle bevande al suo interno. Si trattò di un prototipo unico e la diffusione su larga scala dei dispositivi IoT non iniziò prima di altri 25 anni.
Due tecnologie hanno contribuito ad aprire la strada alla produzione di massa di dispositivi IoT: i tag RFID e gli indirizzi IP IPv6. I tag RFID sono piccoli e leggeri sensori elettronici in grado di trasmettere informazioni senza bisogno di energia; inoltre, possono essere prodotti a costi molto bassi. Questi tag possono avere dimensioni pari a quelle di un chicco di riso e il loro utilizzo è stato ampiamente adottato nel settore industriale. I tag RFID utilizzati insieme ai dispositivi IoT sono stati impiegati per tracciare l'inventario in un magazzino, i componenti su una linea di assemblaggio e persino i pazienti in un ospedale. Questa pratica ha consentito di risparmiare innumerevoli ore di lavoro. Anche il settore industriale è stato il primo a utilizzare sistemi di sicurezza basati sull'IoT, integrando dispositivi come telecamere e serrature intelligenti.
L'introduzione degli indirizzi IPv6 ha fatto sì che il numero sempre più esiguo di indirizzi IP per i dispositivi Internet diventasse un problema del passato e ha contribuito ad aprire le porte alla produzione di massa di dispositivi IoT per i consumatori. Il concetto di "casa intelligente" è stato inoltre un fattore determinante nel portare i dispositivi IoT nelle mani dei consumatori, creando una forte domanda di articoli come sistemi di sicurezza per la casa intelligente, telecamere, televisori, altoparlanti (ad esempio, Google Home), illuminazione e termostati.
Il firmware della maggior parte dei dispositivi IoT non offre lo stesso livello di protezione dei moderni sistemi operativi installati sulla maggior parte dei computer e degli smartphone. In molti casi questi dispositivi utilizzano un firmware a cui non è possibile applicare una patch. Di conseguenza, i dispositivi IoT sono spesso visti come bersagli facili dai malintenzionati.
Un ottimo esempio di questo è la botnet Mirai. Mirai è una suite malware in grado di assumere il controllo dei dispositivi IoT allo scopo di creare una botnet per condurre attacchi DDoS. Mirai funziona eseguendo la scansione di ampie porzioni di Internet alla ricerca di dispositivi IoT e provando poi ad accedere a tali dispositivi utilizzando una serie di combinazioni di nome utente/password che rappresentano le impostazioni predefinite preconfigurate per diversi dispositivi. Poiché molte persone non si preoccupano mai di modificare le credenziali di accesso sui propri dispositivi, Mirai è in grado di creare una vasta rete di dispositivi compromessi, che poi infetta con un software utilizzato per sovraccaricare un server preso di mira con traffico dannoso.
Per fermare Mirai e altri attacchi botnet IoT, tutti i possessori di dispositivi IoT dovrebbero riavviare i propri dispositivi e aggiornare le credenziali di accesso. Fino ad allora, rimarrà la possibilità che i dispositivi degli utenti vengano compromessi e utilizzati in attacchi DDoS. Nel frattempo, una soluzione DDoS come la protezione da attacchi DDoS di Cloudflare è il modo migliore per proteggere un sito Web o un servizio da questo tipo di attacchi.
Scopri di più sulla sicurezza dell'IoT.