Come prevenire gli attacchi ransomware

Eseguire il backup dei dati, aggiornare regolarmente il software e utilizzare un approccio di sicurezza Zero Trust sono tutti modi per prevenire infezioni ransomware che potrebbero compromettere una rete.

Obiettivi di apprendimento

Dopo aver letto questo articolo sarai in grado di:

  • Identificare le principali strategie per bloccare un ransomware
  • Comprendere come prevenire un potenziale attacco ransomware
  • Spiegare i modelli di sicurezza di rete più efficaci per bloccare le infezioni da ransomware

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Come prevenire gli attacchi ransomware

Il ransomware è una minaccia in continua crescita. L'adozione di prassi di sicurezza ottimali, come aggiornamenti software regolari, backup frequenti dei dati e formazione degli utenti sulla sicurezza della posta elettronica, possono ridurre le probabilità di impatti negativi su un'organizzazione.

Il ransomware è un tipo di software dannoso, o malware, che blocca file e dati e con lo scopo di ottenere un riscatto. Di solito, lo fa crittografando i file e i dati, e l'aggressore conserva la chiave di crittografia. Il ransomware può accedere a una rete in diversi modi: tramite e-mail dannose, sfruttamento di vulnerabilità o sfruttando infezioni malware già in atto.

Non esiste un metodo infallibile per impedire che un ransomware acceda a una rete, ma adottando le misure indicate di seguito è possibile contenere notevolmente il rischio di attacchi.

Le prassi consigliate per prevenire il ransomware

Sebbene gli attacchi ransomware siano pervasivi, esistono dei metodi efficaci per prevenirli e tutelare i dati sensibili. Di seguito sono elencate sei tattiche che le aziende possono adottare per prevenire questo tipo di attacchi.

1. Aggiornare regolarmente il software

Un modo diffuso mediante il quale il ransomware entra e si diffonde all'interno di una rete è sfruttando le vulnerabilità presenti in software obsoleti. Una "vulnerabilità" è un difetto del software che può essere utilizzato da terzi per scopi dannosi. Quando vengono scoperte delle vulnerabilità, i fornitori di software rilasciano regolarmente delle correzioni tramite aggiornamenti software. Non aggiornare regolarmente sistemi operativi e applicazioni è come lasciare la porta di casa aperta e invitare i ladri ad entrare.

Ad esempio, nel maggio 2017, il ransomware WannaCry utilizzò la vulnerabilità "EternalBlue" per diffondersi in più di 200.000 computer, nonostante Microsoft avesse precedentemente rilasciato una patch per sanare tale vulnerabilità.

Gli attacchi ransomware sfruttano le vulnerabilità per diffondersi all'interno di una rete, una volta che vi sono penetrati. Ad esempio, il ransomware Maze, una volta entrato in una rete, esegue la scansione delle vulnerabilità per sfruttarle e infettare il maggior numero possibile di macchine.

Per contribuire a prevenire il ransomware, così come molti altri tipi di attacchi, le aziende possono aggiornare il software il più spesso possibile. Questa operazione applicherà una patch alle vulnerabilità, essenzialmente richiudendo la "porta principale" in modo che i criminali (o gli autori di attacchi ransomware) non possano entrare.

2. Utilizzare l'autenticazione a due fattori (2FA)

Molti attacchi ransomware prendono il via da una campagna di phishing: in questo modo vengono ottenute le credenziali di accesso (nome utente e password), che sono poi usate per entrare e muoversi dentro una rete. In altri casi, gli autori di attacchi ransomware tentano di utilizzare credenziali predefinite note finché non individuano un server o una rete che le utilizza, ottenendo così l'accesso. (Gli attacchi Maze utilizzano questa tecnica.)

L'autenticazione a due fattori (2FA) rappresenta un approccio più sicuro per l'autenticazione degli utenti. Essa prevede il controllo di un fattore aggiuntivo, come ad esempio un token hardware che solo l'utente autentico possiede. In questo modo, anche se un utente malintenzionato riesce a rubare una combinazione di nome utente e password, non potrà comunque accedere alla rete.

3. Mantenere la posta elettronica interna al sicuro

La sicurezza della posta elettronica è uno strumento essenziale per la prevenzione del ransomware. Esistono diversi metodi che gli attacchi ransomware utilizzano per compromettere dispositivi e reti, ma l'e-mail è ancora uno dei metodi più utilizzati. Molti attacchi ransomware iniziano con un attacco di phishing, un attacco di spear phishing o un trojan nascosto all'interno di un allegato e-mail dannoso.

È imperativo cercare fornitori di soluzioni per la sicurezza delle e-mail che trattino le seguenti aree fondamentali:

  • L'individuazione preventiva delle infrastrutture di attacco e delle campagne di phishing, unitamente a tecniche di rilevamento euristiche e basate sull'apprendimento automatico, consente di filtrare e-mail e allegati provenienti da fonti non attendibili
  • Automatizzazione e gestione del triage e bonifica del phishing
  • Protezione contro tutti e 4 i tipi di attacco BEC definiti da Gartner

4. Implementare la sicurezza degli endpoint

Un altro passo per prevenire il ransomware è utilizzare la sicurezza degli endpoint. La sicurezza degli endpoint è il processo di protezione dei dispositivi come laptop, computer desktop, tablet e smartphone dagli attacchi. La sicurezza degli endpoint prevede quanto segue:

  • Un software anti-malware è in grado di rilevare il ransomware sui dispositivi e, successivamente, mettere in quarantena quelli infetti per impedirne la diffusione. Inoltre, alcuni attacchi ransomware si diffondono tramite infezioni malware preesistenti; ad esempio, il ransomware Ryuk spesso si introduce nelle reti attraverso dispositivi già infetti dal malware TrickBot. Un software anti-malware può aiutare a eliminare queste infezioni prima che si trasformino in ransomware. Tuttavia, l'anti-malware è di scarso aiuto una volta che il ransomware è stato attivato e ha già crittografato file e dati.
  • Il controllo delle applicazioni contribuisce a impedire agli utenti di installare applicazioni contraffatte o compromesse da autori di attacchi contenenti ransomware.
  • La crittografia del disco rigido non aiuta a bloccare il ransomware, ma è comunque una parte importante della sicurezza degli endpoint, in quanto impedisce a soggetti non autorizzati di rubare dei dati.

Scopri di più sulla sicurezza degli endpoint.

5. Eseguire il backup di file e dati

Eseguire regolarmente il backup di file e dati è una prassi consolidata per prepararsi a un potenziale attacco ransomware alla propria azienda. In molti casi, un'organizzazione può ripristinare i propri dati da un backup anziché pagare il riscatto per decrittografarli o ricostruire da zero l'intera infrastruttura IT.

Anche se il backup dei dati non è in grado di prevenire gli attacchi ransomware, può però aiutare un'organizzazione a riprendersi più rapidamente. Tuttavia, anche il backup può essere infettato, a meno che non sia isolato dal resto della rete.

6. Adottare un modello Zero Trust

Molte organizzazioni considerano le proprie reti come un "castello" circondato da un fossato. Le misure difensive che proteggono il perimetro di rete, come i firewall e i sistemi di prevenzione delle intrusioni (Intrusion prevention systems, IPS), tengono lontani gli aggressori, proprio come i fossati che nel Medioevo impedivano ai nemici di invadere un castello.

Le organizzazioni che adottano l'approccio di sicurezza "castello e fossato" risultano tuttavia altamente vulnerabili agli attacchi ransomware. Il problema è che, utilizzando svariati metodi, gli aggressori riescono regolarmente a varcare il "fossato" e, una volta all'interno del "castello", hanno gioco facile a infettare e cifrare l'intera rete.

Un approccio migliore alla sicurezza di rete è quello di presumere che esistano minacce sia all'interno che all'esterno del "castello". Questa filosofia prende il nome di Zero Trust.

I modelli di sicurezza Zero Trust impiegano rigidi controlli di accesso e non concedono fiducia né alle persone né alle macchine, nemmeno agli utenti e ai dispositivi posti all'interno del perimetro di rete. Poiché Zero Trust monitora continuamente e ri-autentica regolarmente sia gli utenti che i dispositivi, esso è in gradi di impedire la diffusione degli attacchi ransomware revocando l'accesso alla rete e alle applicazioni non appena viene rilevata un'infezione. Zero Trust segue anche il principio del "minimo privilegio" per il controllo degli accessi, rendendo difficile per il ransomware aumentare i propri privilegi e ottenere il controllo su una rete.

Cloudflare One è una piattaforma network-as-a-service (NaaS) Zero Trust. Unisce servizi di sicurezza e servizi di rete per collegare in modo sicuro utenti in remoto, uffici e datacenter (un modello noto come SASE, o Secure Access Service Edge).

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DOMANDE FREQUENTI

Qual è il modo più efficace per impedire al ransomware di entrare in una rete attraverso le vulnerabilità del software?

L'applicazione regolare delle patch ai sistemi operativi e alle applicazioni è una difesa fondamentale contro lo sfruttamento delle vulnerabilità.

In che modo l'autenticazione a due fattori (2FA) protegge dal furto di credenziali?

Molti attacchi ransomware si basano sul phishing per rubare nomi utente e password, ottenendo così l'accesso a reti o dispositivi protetti. Richiedendo un ulteriore fattore di autenticazione, come ad esempio un token hardware fisico, l'autenticazione a due fattori (2FA) garantisce che, anche qualora un malintenzionato riuscisse a ottenere credenziali di accesso legittime, non possa comunque accedere alla rete senza tale prova di identità secondaria.

Perché la sicurezza della posta elettronica è considerata uno strumento fondamentale per la prevenzione del ransomware?

La posta elettronica rimane un metodo principale per la diffusione del ransomware tramite collegamenti di phishing o allegati infetti. I servizi di sicurezza e-mail più efficaci utilizzano tecniche di rilevamento avanzate per filtrare i messaggi provenienti da fonti non attendibili e bloccare i file dannosi prima che possano raggiungere la casella di posta dell'utente.

Quali passaggi può intraprendere un'organizzazione se un dispositivo è già infetto da ransomware?

Se i team di sicurezza rilevano un'infezione ransomware, devono disconnettere immediatamente la macchina interessata da tutte le reti per impedirne la diffusione. Una volta isolato il sistema, possono utilizzare un software anti-malware per rimuovere i file dannosi e tentare di recuperare i dati del dispositivo utilizzando un backup sicuro o uno strumento di decrittografia specializzato. Il ripristino dal dispositivo stesso potrebbe non essere possibile, motivo per cui i backup regolari dei dati sono fondamentali per contenere gli effetti di un attacco ransomware.

I backup dei dati possono impedire il verificarsi di un attacco ransomware?

Sebbene i backup non fermino un'infezione iniziale, sono essenziali per il ripristino. Mantenere copie aggiornate delle informazioni in un luogo sicuro o offline riduce la pressione a pagare un riscatto, poiché consente alle aziende di ripristinare i propri sistemi e tornare alla normale operatività anche se un attacco ransomware compromette i sistemi originali.

In che modo il filtro DNS e il Browser Isolation aiutano a proteggere gli utenti?

Queste tecnologie affrontano diverse minacce basate sul Web. Il filtro DNS impedisce agli utenti di accedere a siti Web noti per essere dannosi, mentre l'isolamento del browser aggiunge un ulteriore livello di sicurezza, tenendo lontani dal dispositivo dell'utente gli attacchi basati sul Web e i download automatici di software dannoso. Entrambe le tecniche aiutano a prevenire molti tipi di infezioni da malware, incluso il ransomware.